Ravenna Tg

domenica 24 novembre 2013

Il caso degli autocostruttori finisce in tribunale

Ancisi polemizza con l'Amministrazione comunale, dopo il dibattito in Consiglio.

"Il soliloquio/sproloquio del sindaco - scrive il capogruppo di Lista per Ravenna, Alvaro Ancisi - sugli autocostruttori di Filetto, svolto in consiglio comunale in assenza dell’opposizione - ora obbligata a discuterne davanti alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti, per le ragioni che saprò esporre - mi obbliga fin d’ora a respingerne le accuse e le giustificazioni più sballate.


1. È un’impostura riprendere una mia affermazione del 2006 per dimostrare che io ero a favore dell’autocostruzione. Lo sono sempre stato fin dal 2003, quando votai a favore del Protocollo d’intesa tra Alisei (associazione!) e il Comune “per la realizzazione di interventi di integrazione sociale in campo abitativo tramite la metodologia edilizia dell’autocostruzione”. Altra cosa che, nel nome di questo protocollo, siano stati truffati i 14 autocostruttori di Filetto, anche per responsabilità del Comune.


2. Non è uno scoop che Matteucci offra ad ognuno, se accetta le sue condizioni di resa, 19 mila euro. Ma si tratta dei 280 mila euro, diviso 14, che la Regione ha offerto come contributo e che il Comune ha incassato esattamente nel lontano 30 agosto 2011.


3. Sulle autocostruzioni di Piangipane e Savarna, il sindaco ha dimenticato quanto l’ho pressato: per esempio con:“Autocostruttori a Piangipane: la Regione non paga” e “Ancora sugli autocostruttori di Piangipane”, 2006; “Scandalo a Savarna e Filetto. Autocostruttori ingannati e abbandonati rischiano di perdere tutto. Responsabile anche il Comune”, settembre 2010. Ma hanno avuto percorsi tormentati anch’esse, risolvendosi con i contributi dati dalla Regione solamente perché erano partite molto tempo prima. Piangipane aveva addirittura già finito la costruzione e Savarna era oltre l’80 per cento. Filetto era arrivata a meno del 60 per cento. Ma è probabile che, per chiudere quelle falle, Alisei srl abbia stornato i soldi degli autocostruttori di Filetto.


4. Non si capisce su quale base l’offerta del sindaco agli autocostruttori di Filetto sia di riscattare i futuri alloggi al prezzo di 135 mila euro, meno il contributo regionale di 19 mila. Solamente a costruzione conclusa il Comune potrà calcolare il valore di ogni appartamento, dividendo per 14 il costo totale dell’operazione, che nessuno può prevedere ora a quanto arriverà. E comunque, se gli autocostruttori avessero avuto 135 mila euro, un appartamento a Filetto se lo sarebbero comprati senza bisogno di prestare 1.500 ore ciascuno di lavoro gratuito e di indebitarsi fino al collo.
 

5. Tuona Matteucci: “L'Amministrazione comunale e l'architetto Gloria Dradi hanno fatto ciò che dovevano e potevano. Si cerca di scambiare mele per pere. L'autocostruzione non è un'opera pubblica…come se qualcuno del Comune avesse il potere di fare il capo-cantiere… C' è forse qualcuno che in buona fede può sostenere che, di fronte ad un'azienda che silenziosamente stava andando verso il fallimento, il Comune  avesse potere più penetranti di quelli che sono stati esercitati?”. L’ex autocostruzione di Filetto è diventata ora, sciaguratamente, opera pubblica, a suon di almeno due milioni del Comune per riprendere dallo sfacelo le due palazzine e completarle.

 

Ma erano già opere di interesse pubblico, perché vincolate non tanto dall’atto di concessione del terreno, quanto dal protocollo tra Alisei (associazione) e Comune di Ravenna. Sembra che neppure si siano accorti come “l’azienda andata in fallimento” non sia stata l’associazione onlus che si era presa l’obbligo di fornire alle autocostruzioni “una solida regia e direzione edilizia”, evadendolo totalmente a Filetto, ma una società di capitali (Alisei srl), così scambiando, loro sì, una mela con una pera.

 

IL Comune  non solo non ha esercitato alcun potere, ma neppure il dovere di “sovrintendere, coordinare e vigilare in tutte le fasi la corretta attuazione del progetto di autocostruzione”, che è stata scorrettissima o addirittura illegale fin dal momento in cui Alisei srl si è sostituita ad Alisei onlus, prendendosi poi i soldi degli autocostruttori, scappando e di lì a poco fallendo, senza che il Comune alzasse un dito per presentarne il conto ad Alisei associazione. Il 20 luglio 2010 chiesi al sindaco se “a fronte dei comportamenti di Alisei, intende doverosamente prestare, nei confronti degli autocostruttori, la piena assistenza legale, tramite anche l’avvocatura comunale, perché la Giustizia possa fare il suo corso, a livello civile ed eventualmente penale, di fronte a cui, peraltro, il Comune deve ritenersi esso stesso parte lesa”. Silenzio totale. Ma ora che, dopo sei anni, Matteucci prende la parola, si può preferire che stia zitto".