Ravenna Tg

venerdì 23 marzo 2012

Al mare con i nudisti

A Lido di Dante, dove finisce la libertà individuale? Minichini: "Una risposta doveva essere già stata data agli 800 firmatari della petizione".

"La stagione estiva ancora non è iniziata e già ambigui esseri umani continuano ad arrecare danno all’immagine della località", afferma Pasquale Minichini di Lista per Ravenna, riportando alcuni passi salienti di una mail debitamente firmata, pervenuta alla sua casella di posta elettronica: “Ieri, credo di essermi giocata definitivamente il sogno di avere in futuro, una casa a Lido di Dante. Siamo stati in passeggiata con mia nipote minorenne ed i cani, lungo la spiaggia sud. Il campionario di organi genitali era vario, indecifrabile l'età dei sederi al vento. Uno spettacolo decadente, poco dignitoso per il litorale più bello della riviera romagnola, ridotta ad un postribolo, con un’evidente mercificazione del sesso maschile….” “Caro amico Pasquale Minichini, ti domando dove finisce la libertà di comportamento di queste persone e dove incomincia il mio diritto ad una passeggiata senza dover subire la falsa ideologia del ritorno alla natura, parco naturale e favolette….?” “Durante l'arco di una giornata, l'essere umano, come gli animali, ha bisogno di espletare i propri bisogni fisiologici. Il comune cittadino viene multato se non raccoglie gli escrementi del proprio cane, perché il sempre comune cittadino deve subire le defecazioni in luogo pubblico, nello specifico la spiaggia di Lido di Dante?...” “Autorizzo a rendere pubblico questo mio grido di dolore. Segue firma”.


"Che tristezza infonde una lettera del genere - aggiunge Minichini -  traspare il dolore e l’impotenza di fronte al vedo non vedo delle istituzioni locali. Di certo la risposta alla domanda sui confini della libertà individuale avrebbe già dovuta essere stata data dai destinatari della petizione sottoscritta dagli oltre 800 tra cittadini e turisti, non solo all’autrice della mail ma all’intera cittadinanza di Lido di Dante.

 

Le doglianze di questa persona non rivelano le solite polemiche su nudismo sì nudismo no, ma l’anarchia che continua a regnare sovrana su un lembo di suolo ravennate; privando la libertà di chiunque voglia fare una distensiva passeggiata in questi luoghi di alto pregio ambientale, specialmente con minori al seguito. Dovere precipuo delle autorità di governo e locale, garanti dell’ordine e del rispetto delle regole, è quello di fare osservare leggi e regolamenti dello Stato Italiano. Il nostro ordinamento non prevede deroghe alla repressione di atti e/o comportamenti che integrano fattispecie penalmente rilevanti, ancor più quando è nota la perpetrazione degli stessi. Solo ripristinando la legalità è possibile scrivere la parola fine su queste condotte perverse.

 

Commenti:

Gentile redazione di Ravenna tg.
Mi chiamo Alessandro, frequentatore e naturista del Lido di dante da più di 17 anni.
Ho letto l'articolo pubblicato da voi e lo squallore attraverso la lettura e significato delle parole pronunciate da qualche firmatario della petizione della Lista per Ravenna mi ha lasciato davvero sgomento.
Credo che chiunque possa leggere una pagina del genere capisca veramente da che pulpito arrivi la predica.
Non mi sento di commentarlo per quanto sconcio sia il contenuto.
Mi vergogno di vivere in un paese così.
Dal profondo del mio cuore.
Alessandro.

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