Ravenna Tg

mercoledì 18 luglio 2012

Nuova sede e progetti per il Tecnopolo

Locali provvisori presso il Centro Interdipartimentale di Ricerca per le Scienze Ambientali.

La giunta provinciale ha approvato una proposta concordata tra tutti gli enti locali, l’Università di Bologna e il Cnr per avviare nuovi progetti di ricerca nel tecnopolo della provincia, sede di Ravenna, e per garantire una sede provvisoria vista la difficoltà a realizzare, in tempi compatibili con le scadenze del POR-FESR 2007/13, la sede definitiva del tecnopolo presso la cittadella della nautica e dell’innovazione.
 

Provincia, Comune, Camera di Commercio, Università e Cnr hanno concordato con la Regione di utilizzare le risorse europee ancora disponibili per allestire la sede provvisoria presso il Centro Interdipartimentale di Ricerca per le Scienze Ambientali (CIRSA) di proprietà dell’Università di Bologna.
 

La nuova sede comporterà un investimento di 800mila euro: il 70% a carico del POR-FESR; il restante 30% a carico di Provincia, Comune, Camera di Commercio e Università di Bologna.
La sede sarà allestita, a cura dell’Università, all’interno dell’attuale edificio di Via Sant'Alberto, 163 e sarà operativa da febbraio 2013.
 

I progetti di ricerca, frutto del confronto promosso dalle istituzioni e da Centuria Agenzia della Romagna fra i centri di ricerca che operano nel tecnopolo e le imprese dei settori nautico, energetico e del restauro sono in tutto otto; cinque dell’Università di Bologna riguardano la produzione di bioplastiche da biomasse residuali; i sistemi di accumulo per la programmabilità delle fonti energetiche non programmabili SAPE; la valorizzazione del glicerolo, coprodotto della sintesi di biodisel, mediante trasformazione catalitica a composti chimici e combustibili; i materiali compositi per motorizzazioni nautiche e soluzioni Tecniche per rilievi e interventi sul patrimonio costruito storico.
 

I tre progetti di ricerca del Cnr riguardano i sistemi di fotoconversione di terza generazione celle DSSC; la progettazione e lo sviluppo di tecnologie infrastrutture e servizi, basati sull’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili e dell’idrogeno, da installare presso il porto di Ravenna in ambito energetico stazionario e trasporti; lo sviluppo e la messa a punto di materiali e tecnologie innovative ed ecocompatibili per il restauro e la conservazione dei Beni Culturali.
 

La proposta è già stata trasmessa alla Regione che dopo aver esaminato i progetti, selezionerà quelli prioritari.
“Il tecnopolo ravennate – commenta il vicepresidente della Provincia, Gianni Bessi – è nato per primo in regione e opera su progetti di estremo interesse grazie al lavoro dei professori senior e di venti giovani ricercatori. Questa nuova proposta consentirà di compiere un salto di qualità dotando il tecnopolo di una sede adeguata e avviando attività di ricerca su cui istituzioni e imprese hanno manifestato un notevole interesse. Così intendiamo consolidare il tecnopolo quale leva di uno sviluppo più avanzato della nostra provincia.”